Quando
si diventa anziani i cambiamenti sono inevitabili, sia dal punto di
vista fisiologico che emozionale. Fino a poco tempo fa si è prestata
poca attenzione agli effetti psicologici che il passare degli anni e
le esperienze vissute possono avere, soprattutto sulla scia della convinzione
che gli anziani siano tutti "uguali". Nulla di più
falso! Infatti, invecchiando, le persone tendono ad assomigliarsi meno,
anche se si trovano ad affrontare esperienze molto simili.
C’è un momento in cui l’anziano inizia a "sentirsi
solo" a causa di una vedovanza oppure per la lontananza dei figli.
A qualunque età, quando si è colti da un senso di solitudine,
è possibile reagire in diversi modi.
Le persone in età avanzata tendono a scegliere prevalentemente
l’isolamento, che porta ad un impoverimento della sfera affettiva
e delle relazioni sociali, che è spesso tra i fattori più
importanti per la perdita di salute e autonomia. La soluzione è
talvolta precariamente combattuta con "mezzi rapidi", quali
possono essere la somministrazione di farmaci o l’inserimento
in casa di riposo. In particolare, in queste strutture gli anziani hanno
la possibilità di non rimanere soli e di relazionarsi con altri,
perdendo però la possibilità di gestirsi autonomamente
nelle attività quotidiane, come andare a far la spesa, cucinare
e mantenere alcuni hobby.
In quest’ottica i Centri Diurni per anziani rappresentano una
soluzione appropriata ed efficace al fine di lenire la solitudine. Il
fatto di potersi confrontare con altri, mantenendo, allo stesso tempo
la propria autonomia domiciliare, fa in modo che gli anziani possano
trovare una risposta soddisfacente ai loro bisogni.
La recente nascita di numerosi Centri Diurni per anziani risponde perfettamente
a queste esigenze. Si tratta di strutture in cui sono erogati servizi
al fine di favorire una migliore qualità di vita in un ambiente
sereno e vivo. La loro frequentazione significa per l’anziano
poter disporre di un luogo per la socializzazione e il mantenimento
di attività rilevanti che presuppongono un impegno organizzativo
e un nuovo modo di relazionarsi con gli altri.
Fra le attività propriamente occupazionali, ricreative e di animazione
culturale che vi si svolgono, si deve segnalare la lettura di quotidiani
o settimanali (infatti, commentare le notizie di cronaca con altre persone
permette di mantenersi al corrente di ciò che accade nel mondo),
così come la conversazione e il confronto su temi generali, ma
anche su problemi personali, come la propria famiglia.
All’interno dei Centri Diurni vengono inoltre svolte attività
di tipo ludico quali l’organizzazione di spettacoli teatrali (anche
in lingua dialettale), feste, gite (che risvegliano lo "spirito
d’avventura"), tornei di bocce o di briscola, le tombolate,
svaghi dal sapore antico, ma che meglio di altri riescono ad animare
i frequentatori dei centri. Si organizzano anche corsi di pittura e
di canto che permettono di dare sfogo a passioni forse mai concesse.
Infine è possibile trovare per i più audaci corsi più
"giovanili e moderni" di ginnastica e, perché no, gli
attualissimi corsi di yoga.
Ma cosa spinge una persona anziana a frequentare un Centro Diurno?
Cosa, o chi, li porta ad uscire di casa per mettersi nuovamente in gioco,
relazionandosi con altre persone e abbandonando la "sicurezza"
della casa? Una persona anziana può giungere in queste strutture
perché spinta dal medico di famiglia, dai figli, da un amico,
ma anche perché può sentire la necessità di condividere
con altri nuove esperienze. In questi Centri si creano delle "micro-società"
con un leader e nascono nuove amicizie, "cose" che ad una
certa età non sembravano più possibili e che addirittura,
in alcuni casi, sono criticate.
Lo sviluppo di nuove dinamiche emozionali favorisce il superamento di
attimi di sconforto causati dal "sentirsi soli". E’
forse eccessivo, da parte nostra, pensare al Centro Diurno come una
nuova frontiera per combattere la solitudine: però, da sempre,
relazionarsi con gli altri e mantenersi "vivi" attraverso
stimolazioni ludiche e ricreative può essere un freno agli stati
d’animo tristi che talvolta colgono le persone in particolari
momenti della vita.
Alessandra Colombo
(Gruppo di Ricerca Geriatrica)
N.B.:
"Il Giornale di Brescia", nella pagina "Medicina
e Salute" pubblicata con cadenza settimanale, inserisce opportunamente
una rubrica dedicata alla cosiddetta "Terza età" e
redatta da operatori socio-sanitari del Gruppo di Ricerca Geriatrica.
Nel numero 274 di Lunedì 4 ottobre 2004 è apparso questo
articolo dedicato ai Centri Diurni. Noi Ospiti della Casa di riposo
di Pralboino ne abbiamo discusso con le animatrici durante la lettura
quotidiana del giornale e ci siamo trovati d'accordo nella opportunità
di portare a conoscenza di tutti il contenuto dell'intervento della
dott.ssa Alessandra Colombo.
Gli Ospiti della Fondazione Onlus "Longini
- Morelli"
Gianni, da alcuni anni fruitore del
C.D.I., partecipa ad attività
proposte dall'Animazione con grande entusiasmo ed impegno
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